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In genere quando si parla di Anfibi viene subito alla mente l'immagine della rana. In realtà la Classe degli Amphibia si suddivide in due sottogruppi, gli Anuri (Rane, Rospi e Raganelle) e gli Urodeli (Salamandre, Tritoni e Geotritoni).Ecco il Geotritone di Strinati (Speleomantes strinatii) , piccolo Anfibio Urodelo presente esclusivamente in Liguria occidentale, in alcune località del basso Piemonte e in poche zone della Provenza francese. La cosa che più colpisce in questi animali è l'assenza di una struttura respiratoria specializzata, infatti grazie alla loro piccola taglia possono "permettersi" di avere una respirazione esclusivamente cutanea.Ultimamente nuovi studi condotti dall' Università di Genova hanno scoperto un comportamento molto particolare in questo Geotritone, ovvero la presenza di cure parentali. Infatti la femmina gravida si rifugia in anfratti inacessibili e qui depone un ammasso di uova senza però lasciarle al loro destino come fanno la maggiorparte degli Anfibi nostrani.

Durante alcune uscite fotografiche estive sono venuto a conoscenza di un mondo fantastico, quello delle grotte e dei suoi "strani" abitanti!
L'atmosfera che si respira in grotta è veramente speciale, al buio completo i nostri sensi si adattano cambiando completamente la percezione della realtà. Ma in questo ambiente per noi molto ostico, troviamo organismi fantastici con strutture ed adattamenti evoluti per la sopravvivenza a tale situazione. Il ragno Meta menardi è uno di questi!Chiamato anche ragno di grotta Europeo, Meta menardi è un Araneae troglofilo appartenente alla famiglia dei Tetragnathidae. Allo stadio di adulto è lucifugo, quindi svolge le sue attività in assenza di luce vivendo in grotte e tunnel di miniere. Al contrario i giovani sono attirati dalla luce, in questo modo possono spostarsi e colonizzare nuove aree senza rimanere nelle stesse zone dei genitori. Una particolarità di questa specie è il "cocoon", cioè il bozzolo delle uova che viene ancorato alla parete e calato per circa 2 cm (come si vede nella foto).Questi ragni, sono velenosi ma non per l'uomo. Le loro prede preferite sono Miriapodi, Gasteropodi (lumache) e altri piccoli invertebrati che vivono all'interno delle grotte.
Foto1: palancone durante il bramito.
Foto2: ti ho scoperto...!
Ed eccomi tornare a postare con un tipo di fotografia Naturalistica per me nuovo, la fotografia in appostamento. La fotografia ai mammiferi, oltre alla componente della conoscenza del soggetto (importantissima per fotografare tutti gli organismi del mondo Naturale) comporta anche una preparazione logistica molto affascinante. Infatti per avvicinare e fotografare questi animali bisogna non farsi "rilevare" dai loro sensi che superano di gran lunga i nostri, una sfida coinvolgente che cercherò di approfondire durante l'inverno!Ma ora veniamo al nostro animale, il conosciutissimo Daino (Dama dama). Avvicinarlo in questo periodo è il momento migliore perché siamo nella stagione degli amori, infatti gli esemplari adulti che hanno superato i quattro anni (palanconi) difendono dei territori di piccole centinaia di metri quadri ai margini del bosco (arena) per assicurarsi le femmine. I combattimenti sono raramente pericolosi per i contendenti ma di assoluta spettacolarità.Inoltre i palanconi, per "avvisare" della propria forza, emettono continuamente un verso molto particolare il bramito, talmente forte da essere udito a chilometri di distanza.

In questo ultimo periodo "estivo", con l'autunno che avanza prepotentemente con le sue nebbie, la regina indiscussa dei prati è la famosissima Mantis religiosa! Simbolo di voracità ed aggressività, la Mantide religiosa è uno degli insetti più conosciuti in Italia! Ma conosciamola meglio: dall'aspetto molto "inquietante", sia per grandezza che per struttura corporea, la Religiosa è una vera e propria "macchina da combattimento"! I maschi misurano circa 6 cm mentre le femmine possono arrivare fino agli 8 cm diventando molto grosse e perdendo adirittura la capacità di volare. Nonostante le sue dimensioni vederla su un prato può essere una impresa abbastanza complicata, infatti presenta colori criptici (verde e marrone) che la mimetizzano nel suo ambiente, inoltre può anche ondeggiare il corpo imitando alla perfezione i rametti mossi dal vento. Così oltre ad essere invisibile ad un possibile predatore (uccelli soprattutto) è di difficile individuazione anche per le proprie prede. Le abitudini alimentari di questo affascinante insetto sono note: grazie al primo paio di zampe modificato (zampe raptatrici) possono catturare infiniti tipi di prede presenti nel micromondo, da piccoli Ditteri (mosche) a grossi Ortotteri (grilli e cavallette). A volte può capitare, come documentato nel bellissimo libro di Gerald Durrell "La mia famiglia ed altri animali" che la mantide si cimenti in qualche grossa impresa come il combattimento e la cattura di un geco... diciamo che non è la preda più appropriata anche se non sempre ne esce sconfitta! Oltre il mimetismo un' altra importante arma contro i predatori è l'atteggiamento terrifico: allargando le zampe raptatorie e mostrando le macchie a forma di occhio poste dietro di queste, la mantide può riuscire a sopravvivere ad un possibile attacco. Infine vediamo la distribuzione: la Religiosa (nome dato dalla postura delle zampe) è presente praticamente in tutta Europa meridionale, Africa centro-settentrionale e Asia minore. Inoltre è stata importata anche negli Stati Uniti. In Italia si trova pressoché ovunque , dalle coste alle aree prealpine. Negli ultimi anni si sta verificando un declino della specie portato dalle intense pratiche della zootecnia (uso di pesticidi e sfalci continui dei prati).

Eccomi finalmente!!!Dopo un'estate "arida" di post torno a scrivere sul mio amato diario Naturalistico ;-)Vi propongo in questo breve approfondimento una specie di Odonato (libellula) molto comune il Sympetrum fonscolombii.Questa piccola ma elegante libellula si riconosce dalle congeneri per le venature alari di colore giallo o rosso (mai nero), lo pterostigma (il rettangolo disegnato sulle ali) giallastro o marrone orlato di nero e zampe nere con striature gialle. Altra caratteristica importante è la presenza di macchie gialle alla base delle ali posteriori. Come si può vedere dalle foto esiste un dimorfismo sessuale abbastanza evidente: i maschi maturi hanno l'addome rosso mattone (prima foto) mentre nelle femmine è giallo-marrone (seconda foto). A volte la distinzione può essere complicata dal colore dei maschi immaturi molto simile a quello delle femmine che però presentano sempre delle striature nere ai lati dei segmenti addominali.Si tratta di una specie pioniera che colonizza facilmente gli ambienti di acque ferme o debolmente correnti (dove si sviluppano le larve), dalla pianura fino a quote superiori. Gli adulti rimangono nei paraggi di questi ambienti, ma effettuano frequentemente delle vere e proprie migrazioni.
Ultimamente non riesco ad aggiornare molto il blog a causa della pessima velocità di connessione a cui sono legato qui in mezzo ai monti...La foto che vi propongo è stata fatta recentemente durante un' escursione micologica al bellissimo Lago delle Lame... funghi zero :-( ma perlomeno mi sono in parte rifatto incontrando un bellissimo e paziente esemplare di Rana temporaria. La cosa che mi ha colpito di più è il mimetismo di questo anfibio, nel sottobosco è praticamente impossibile vederlo e spero di esser riuscito a darne l'idea con questo scatto ambientato realizzato con il 24mm! Trovate un piccolo approfondimento su questa specie nell'archivio di Ottobre.
Dopo una stupenda settimana di vacanza in Svizzera torno sul blog con uno scatto di un piccolo coleottero incontrato sulla riva del Rodano... la Cicindela (specie fotografata: Cicindela hybrida transversalis) o Tiger beetle!Dall'aspetto tremendamente minaccioso i Cicindelidae sono una famiglia di coleotteri insettivori che cacciano attivamente le loro prede sul terreno. Dotati di zampe lunghe sono molto rapidi nella corsa ma, sorprendentemente (per essere coleotteri), si destreggiano bene anche in volo!Come si vede nella foto questi insetti vivono principalmente su terreni soffici ... un fatto dovuto alle abitudini scavatrici della larva che costruisce una piccola galleria verticale nel quale resta in attesa delle prede.
A causa di un piccolo infortunio nelle ultime due settimane non ho potuto dedicarmi alla fotografia...:-(Questo è uno scatto dell'ultima uscita, prima dell' incidente, in cui ho immortalato due esemplari di Amata phegea che si accoppiavano su uno stelo!La Fegea, comunemente chiamata anche "prete" (penso a causa della striscia gialla sull'addome che ricorda il "collare bianco" dei preti), è una falena con attività diurna facilmente osservabile in questo periodo. Dal volo molto "impacciato", questo lepidottero lo si può vedere intento a suggere il nettare sui fiori selvatici e non solo! Ma come mai si può permettere un volo lento e prevedibile, molto svantaggioso nei confronti dei predatori? La risposta è molto semplice: Amata phegea, come altri rappresentanti del mondo degli insetti, si difende grazie al mimetismo Mulleriano ovvero presenta una colorazione molto evidente e colorata (aposematismo) che mette in guardia i possibili predatori della propria tossicità!Il bruco invece è di color grigio ricoperto da numerosi ciuffi di peli e lo si può trovare sulle piante di cui si nutre (Tarassaco e Piantaggine).
Ed ecco uno dei fantastici incontri che si possono fare errando fra prati e boschi di Bastia... il riccio (Erinaceus europaeus). Questo piccolo e simpatico esemplare mi ha tenuto compagnia per circa un' oretta della mia escursione fotografica... o perlomeno ho aspettato che si svegliasse... il pigrone!Infatti Spazzolino, un piccolo riccio appena svezzato, se ne stava bello tranquillo a dormire con la pancia in su senza farsi tanti problemi della mia presenza... anzi mi ha regalato dei momenti esilaranti... soprattutto quando si è ripreso dal suo pisolino: aperti gli occhietti ha incominciato a "stirarsi" le zampette... troppo carino!!! Ma conosciamo meglio questo piccolo e spinoso mammifero ;-)Il riccio europeo appartiene alla famiglia Erinaceidae, ha dentatura poco specializzata, arti "generici" ed un muso appuntito che assomiglia un po' a quello dei toporagni e delle talpe. Ma quali sono le caratteristiche che rendono unico questo affascinante mammifero?Sicuramente la caratteristica che più colpisce è la trasformazione del pelo in aculei, quando è aggredito il riccio si "appallottola" su stesso nascondendo muso e arti e diventando così inespugnabile! Ma forse questa non è la cosa più sbalorditiva... quello che più mi ha colpito del riccio è il suo range alimentare... infatti non si nutre solo di insetti o lombrichi, ma di qualunque piccolo animale gli capiti a tiro... e fra questi troviamo anche la vipera!Il metodo con cui uccide l'ofide è "pazzesco": il riccio disturba la vipera fino a provocarne la reazione, vana contro i propri aculei. Poi, quando la vipera è stanca e magari anche ferita, le si lancia addosso, usando il dorso irto di spine come uno schiacciasassi!!! A volte capita che la vipera riesca a mordere negli arti il riccio... ma niente paura in genere le conseguenze non sono gravi, infatti questo piccolo animale e resistentissimo ai veleni, addirittura anche a quelli ad uso agricolo!L'unico problema che ha questo piccolo "carroarmato" dei nostri boschi sono gli incontri con le auto. Infatti nelle notti estive può facilmente capitare che i ricci attraversino le strade, soprattutto quelle di campagna, e pensando di essere aggrediti, invece di scappare si appallotolano cercando di affrontare l'avversario... ignari della brutta fine che stanno per fare!