venerdì 6 gennaio 2012

Buon Anno e buoni propositi per il 2012...


Apro il primo post del 2012 facendo gli auguri di Buon Anno a tutti anche se un pò in ritardo...
Ultimamente non ho scritto molto per colpa del lavoro e di un pò di depressione fotografica, attualmente mi sono buttato su un campo della fotografia Naturalistica che fino ad ora avevo sperimentato poco: la caccia fotografica! E' una fotografia di pazienza ed esperienza che finora, anche per colpa del nuovo obbiettivo molto "problematico", non mi ha dato i risultati che speravo... ma assolutamente non demordo, anzi, ogni volta sono più carico della volta precedente!
Da oggi sul sito è online una nuova sezione, Nature, dove mi "divertirò" a postare brevi articoli inerenti alle Scienze Naturali!
Inoltre sono felice di comunicarvi che una mia foto, "mamma scorpione con i piccoli", è stata scelta per il calendario del più grande forum Naturalistico italiano (Natura Mediterraneo). Per scaricare l'intero calendario trovate qui il link.

Vi do appuntamento a presto con nuovi e interessanti post sulla Natura!

martedì 15 novembre 2011

Una tela ad imbuto!



Recente di quest'estate è la folgorazione che ho avuto per i Ragni e gli Aracnidi in generale. Al pari degli Insetti, anche questi animali si sono adattati a vivere in moltissimi ambienti, trasformando il proprio modo di cacciare a seconda della nicchia che occupano.
Una specie molto comune e altrettanto interessante che mi è capitato di documentare a fine estate è Agelena labyrinthica... avete mai visto quelle ragnatele orizzontali che alla mattina si presentano come veli argentati che macchiano i prati?
Se noi ci avvicinassimo ad analizzarla, scopriremo che il "foglio" è in realtà una ragnatela che si stringe verso un polo come un imbuto piegato verso il basso e in corrispondenza del punto più stretto del tubo potremmo vedere un simpatico ragnetto di circa 8-14 mm.
Il padrone di questa singolare casa è in agguato e sta aspettando che un'ignara preda si posi e rimanga appiccicata alla ragnatela. A quel punto le vibrazioni prodotte dal movimento della povera preda arrivano all'astuto cacciatore che in pochi secondi la aggredisce, immobilizzandola per incominciare a cibarsene. Se le vibrazioni che arrivano dal drappo della tela sono troppo intense e non assomigliano a quelle che possono produrre le prede, il nostro ragno riconosce il pericolo e scappa per il tubo lasciandosi cadere sul terreno.

martedì 4 ottobre 2011

Il giovane Biacco e l'autunno che non arriva...

Rincomincio a scrivere sul mio Diario dopo molto tempo... non è facile conciliare lavoro, fotografia e ispirazione per scrivere. Comunque mi sono promesso di aggiornare blog e sito il più possibile a partire da oggi!
In questo periodo di mia mancata presenza sul blog ho approfondito la conoscenza e la ricerca di molte specie, animali e vegetali, ma riparto con un post che parla di un gruppo animale particolare, quello degli Ofidi (serpenti) mio principale obbiettivo dell'estate.
Nella mia ultima uscita mi sono imbattuto in questo fantastico e giovane esemplare di Biacco (Hierophis viridiflavus), uno dei serpenti più belli e comuni del territorio italiano. Rispetto agli esemplari adulti che presentano generalmente, su tutto il corpo compresa la testa, una livrea a fondo scuro con screziature giallastre, il giovane è caratterizzato da un colore verdognolo con squame rossicce sul corpo e dalla testa nera con squame gialle molto evidenti.
Come si può vedere dalla foto, questo serpente è un buonissimo arrampicatore e lo si trova spesso intento a cercare le proprie prede sugli alberi. 
Non è assolutamente un ofide velenoso, ma ha la fama di essere il più aggressivo del nostro territorio. Infatti se molestato non esita a mordere animali più grossi, compreso l'uomo. Questo fatto non ci deve portare ad odiare questa specie e ad averne paura, si tratta infatti di un animale utilissimo anche per l'uomo, perché si nutre di svariati animali tra cui topi e ratti. Inoltre rappresenta un elemento molto importante per i fragili equilibri degli ecosistemi di cui fa parte.
Difficile sensibilizzare le persone a certi gruppi animali come quello dei serpenti ma sono convinto che all'interno di ognuno di noi sia presente un atavico fascino e rispetto per gli ofidi, ma sfortunatamente a causa del nostro "avanzato" intelletto, spesso sfocia  nel ribrezzo e nella paura. Non fermiamoci a questo, cerchiamo di vedere al di la del nostro timore ponderato per comprendere quanto i serpenti possano essere valevoli di esistere al pari di altri animali più "simpatici"!

mercoledì 31 agosto 2011

Workshop Micologico-Fotografico posticipato a Novembre!

ATTENZIONE
Il Workshop sui funghi è stato posticipato!!!
Per informazioni sulle nuove date e sugli orari consultate la locandina!

lunedì 18 luglio 2011

Una serata con il Tarantolino!

Sulle alture di Genova esiste una zona diroccata del vecchio sistema di mura e forti in cui, fra degrado e sporcizia, sopravvive un piccolo animale dall' aspetto giurassico... si tratta del Tarantolino (Euleptes europaea)!
Questo piccolo Geco è un patrimonio di biodiversità, tanto è vero che ha una distribuzione piuttosto limitata e tipicamente insulare. Lo si trova in alcune zone interne e isole della Francia, in Corsica, in Sardegna e in alcuni siti costieri della Toscana e della Liguria. Per questo motivo gode, a livello europeo, di protezione da parte della direttiva habitat ed è protetto a livello regionale dalla L.R. 4/92 (Tutela della Fauna minore).
Il Tarantolino è un tipico predatore notturno che frequenta diversi habitat come muretti a secco, zone rocciose e abitazioni abbandonate. Addirittura ha la particolarità di essere l'unico vertebrato non volatore capace di colonizzare scogli di appena 650 metri quadrati di superficie e con assenza di vegetazione.
Vivendo in questi ambienti, le sue prede abituali sono gli invertebrati che vivono nelle cavità delle rocce come alcune specie di ragni (Segestriidae per esempio) ed insetti notturni. Ma a sua volta, nonostante la livrea completamente mimetica con l'ambiente circostante, rimane vittima di altri rettili predatori come la Coronella girondica, un serpente molto agile che si muove con facilità fra rocce e muretti.

mercoledì 6 luglio 2011

Pesciolini o baggetti...

Può succedere che girando per i caratteristici paesini dell'entroterra di Genova si possano trovare, nascosti nelle acque ferme degli antichi lavatoi, svariati esemplari di Tritoni, anfibi caudati molto sensibili ai cambiamenti ambientali.
Ho sempre considerato ogni manufatto dell'uomo impattante per la sopravvivenza del mondo Naturale, ma dopo aver passato una mattinata a fotografare Tritoni alpestri (Mesotriton alpestris) in mezzo ad un
arroccato paesino e ai suoi abitanti, mi sono un po' ricreduto.
In queste piccole realtà, i trogoli in disuso, sono un ambiente perfetto per la vita dei Tritoni, lontani da qualunque predatore godono di una protezione assoluta. La cosa più sorprendente è stato constatare come gli abitanti del paesino, spesso persone anziane che appartengono ad un altro periodo storico, fossero informati sugli inquilini di trogoli. Ci sono sempre vissuti insieme e, nonostante li chiamino "pesciolini" o "baggetti" (rospetti), ne conoscono le abitudini ed il ciclo vitale. Addirittura la pulitura dei trogoli avviene in autunno quando questi animali si ritirano sotto terra per passare la stagione avversa, non recandogli praticamente nessun danno.
Nei due trogoli da me esaminati, allocati nella via principale del paesino, ho riscontrato una popolazione molto numerosa con almeno una decina di adulti e tantissime larve ad uno stadio già avanzato. Le larve, non più lunghe di 2 cm e molto simili a dei pesciolini, si riparano fra le alghe infestanti del trogolo e trovano in esse anche una fonte di cibo.
Questo forse ci può insegnare che la convivenza fra noi e il mondo Naturale non è così difficile, basta solo riuscire ad esprimere di più la nostra sensibilità e compredere l'importanza della Natura.

lunedì 20 giugno 2011

Il Porcino di Giugno...


Le copiose piogge delle scorse settimane hanno portato la frenesia fra i vecchi fungaioli... luna buona, temperatura e umidità alta... tutti fattori ottimali per l'uscita di qualche porcino!
Così, armato del mio fido e pesante zaino fotografico, ho deciso di fare un giro nelle zone in cui da anni trovo diverse fungaie che non mi deludono mai.
Però non tutti sanno che il porcino che si trova in questo periodo è una specie particolare ovvero il Porcino estivo (Boletus aestivalis). Infatti, a differenza delle altre specie, oltre alla "generazione" autunnale ne ha anche una tarda primaverile (in condizioni favorevoli).
Questa specie la si rinviene in ambienti di boschi caldi spesso associata a Quercus, Fagus, Castanea ma anche alle conifere del genere Picea.
Ma quali sono i caratteri che lo differenziano dalle altre tre specie di porcino?
La caratteristica più evidente è sicuramente la screpolatura reticolata della cuticola del carpoforo, molto frequente soprattutto nei periodi più secchi (una volta, a causa di questa particolarità, era classificato come B. reticulatus) e poi per la carne del cappello molto cedevole al tatto negli esemplari maturi.

mercoledì 25 maggio 2011

Incontri acquatici...


L'ultima mia uscita è stata dedicata completamente alla ricerca delle tre specie di Serpenti acquatici (Natrici) presenti in Italia... fortunatamente tutte e tre rintracciabili in una bellissima e selvaggia località del territorio ligure.
La ricerca di questi Rettili non è cosa semplice... soprattutto se non si è attrezzati a dovere (come me)... infatti spesso bisogna immergersi nei corsi d'acqua e ispezionare il fondale fra sassi e resti di vegetazione. Ma può succedere, come mi è capitato, che alzando i flessibili rami di Salice che pendono dalla riva, di incontrare un groviglio di "corpi serpentini"... due giovani Natrici non più lunghe di 10 cm! Il mio stupore fu massimo quando capii che i due serpenti non appartenevano alla stessa specie, infatti una presentava una colorazione uniforme tipica della Tassellata (Natrix tessellata, vedi foto) mentre l'altra era adornata da una trama a zig-zag nella zona dorsale, caratteristica della Viperina (Natrix maura).
Ma la giornata mi riservava ancora una fantastica sorpresa... perlustrando un tratto di fiume ricco di anse dove moltissimi Barbi e Vaironi nuotavano con il loro fare incessante e guardingo, un ombra sinistra si levò dal fondo in modo fulmineo. Il tempo di realizzare e l'imponente Natrice tassellata aveva afferrato un grosso pesce che si dimenava dalla stretta per liberarsi. Difficile etichettare questa scena come bella, ma sicuramente molto affascinante ed esemplare per capire la lotta per la sopravvivenza all'interno di quell'ambiente. Per finire il breve racconto, come potete immaginare, il povero pesce è stato sopraffatto dal Rettile e in meno di 10 minuti ingoiato completamente. Logicamente non ho avuto la prontezza di riprendere queste scene, ma soltanto aver incontrato questi fantastici animali mi ha riempito di gioia.

martedì 17 maggio 2011

Sotto la pioggia...


Eccomi finalmente a scrivere sul blog, questo è un periodo un po' pieno di impegni (per fortuna) e quindi non riesco a stare tanto dietro al mio Diario!
Lo scorso sabato ho tenuto la seconda uscita del Workshop di Macrofotografia nella fantastica zona di Praglia, sui "monti" a ridosso di Genova. La giornata non si presentava come le migliori... infatti era presente una fitta coltre di nebbia con una continua e incessante pioggerella che non entusiasmava molto lo spirito. Ma la Natura va apprezzata in tutte le sue sfumature e, anche in queste condizioni, non ha mancato di stupirmi e stupire il gruppo.
Cercando fra i prati umidi a ridosso del bosco, ci siamo imbattuti in due esemplari in accoppiamento di Cepaea nemoralis, un Gasteropode terrestre molto comune appartenente alla famiglia Helicidae.
Queste chiocciole sono ermafrodite insufficienti, ovvero presentano sia gli organi riproduttivi maschili che quelli femminili, ma non sono in grado di autofecondarsi.
Generalmente prima dell'accoppiamento avviene tutta una serie di complessi rituali di corteggiamento che culmina con il "lancio" del "dardo" (struttura appuntita composta di calcio)da parte dei due partner. Lo stiletto, trafiggendo le carni, stimola il processo di riproduzione. A questo punto avviene l'accoppiamento vero e proprio, i due individui introducono le spermatofore in una struttura (orifizio) situata sulla destra della testa come si vede bene nella foto.

lunedì 2 maggio 2011

Fior mosca e Lingua di Gallina.


Continuano le mie escursioni "orchidofile"... fra Pasqua e il primo Maggio ho avuto la fortuna di incontrare queste due specie molto belle e particolari, la "Lingua di Gallina" (Serapias lingua) e il "Fior Mosca" (Ophrys insectifera).
La prima è un Orchidea appartenente al genere Serapias, gruppo dall'aspetto inconfondibile caratterizzato da un labello a forma di "lingua". La Lingua di Gallina è una pianta gracile che non supera i 30 cm d'altezza, ha distribuzione mediterranea-atlantica e preferisce ambienti luminosi come quelli delle garighe. Si presenta spesso in gruppi molto numerosi grazie alla moltiplicazione vegetativa data dagli stoloni, ma ricorre comunque anche all'impollinazione entomofila paragonabile a quella delle Ofridi: infatti, il maschio di una particolare specie di ape è attirato dalla parte luccicante della callosità basale della pianta.
La seconda specie... era da tempo sul mio taccuino delle "ricercate"... trovarla è stata una grandissima emozione! Il Fior Mosca è un
Ofride molto piccola (20-60 cm) che passa facilmente innoservata, vive in ambienti diversi che vanno dalla piena luce all'ombra ed è l'Ofride europea che si spinge alle latitudini più settentrionali (Scandinavia centrale). Il fiore è molto caratteristico, presenta petali filiformi che ricordano le antenne di un insetto e la macchia (macula) centrale simula il riflesso delle ali, morfologia simulante proprio le specie di Imenotteri (Sphecidae) che la impollinano!

Ringrazio l'amico Francesco e tutto il "gruppo macro" per la fantastica uscita di sabato.